Senso di Colpa: come superarlo (anche quando sbagli)

Senso di colpa nei confronti dei nostri figli….

I nostri figli sono frutti, frutti di un albero e delle sue radici. E quell’albero siamo noi, le mamme e i papà. E più l’albero è sano, più lo sono le sue radici più lo sono i suoi frutti. Il contadino “biologico” lo sa che se la mela è malata poco vale  occuparsi della mela…perchè la causa non è lì, non è nella mela ma è nell’albero, nelle radici, nel terreno che nutre quel frutto.

E se la pianta è sana (e felice!) lo sono anche i sui frutti. E’ una legge di natura, una legge biologica, logica per la Vita. Per aiutare i nostri frutti a essere sani e felici abbiamo bisogno di stare bene noi, noi genitori. Ed è per questo che mi sta molto a cuore aiutare le donne a stare bene, a “guarire”.

E per farlo il primo passo è guarire da un eventuale senso di colpa.

Tantissime donne che mi confessano : “sapere che alla radice dei sintomi di mio figlio ci può essere un mio sentire, un mio dolore, un mio bisogno non ascoltato, mi fa sentire terribilmente in colpa”.

Eppure sappiamo che alimentando il senso di colpa non si guarisce, anzi proprio il contrario. Il senso di colpa nasce dall’egocentrismo di poter controllare tutto, avere il controllo ed il potere sugli altri. Il senso di colpa ci blocca. E ci fa ammalare. Allora è necessario un atto di umiltà. Che implica riconoscere che non siamo Dio, ma siamo solo un genitore dei nostri figli. E quello che loro sono venuti a vivere non lo conosciamo, non ci è dato saperlo e per me è un mistero troppo grande. Ma come mamme possiamo prenderci la responsabilità di stare bene prima di tutto noi, per fare stare bene poi loro. Diventare responsabili, abili a rispondere. Che è il contrario di sentirsi in colpa. Ascoltando quello che i sintomi dei nostri figli e quello del nostro corpo di donne ci dicono.

Ed è proprio per questo motivo che abbiamo pensato di proporre il 4 Marzo il primo seminario Online dedicato esclusivamente all’ascolto dei Sintomi Femminili.
Ascoltiamo il corpo, per ascoltare quello che non ci fa stare bene. E trasformarlo.

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